lunedì 6 luglio 2009

Barack, the Peacemaker

C'era una volta un Presidente bello e abbronzato che si chiama Barack Obama. Il primo presidente abbronzato della storia degli United States of Ammerican. Il mondo pensà ad una svolta epocale dal più pacifista degli inquilini mai insediati into 'a White House. E l'abbronzatissimo girò qua e là ad avvalorare questa ipotesi: parlò ai musulmani, a mezza Europa (evitando con eleganza Berlusconi), a Berlusconi (che poi l'é andato ad acchiappà fino a casa sua). Apriva ad un'America con temi di "sinistra" (vedi il provvedimento sulle staminali e le stesse come sono state considerate in Italia) e prometteva la fine dell'insediamento USA in Medio Oriente, o almeno é quello che i più hanno appreso.


Poi cosa mi ritrovo sui giornali? Un trafiletto con il più massiccio sbarco di marines della storia in Afghanistan, sorpassando addirittura numericamente il Vietnam.

E dov'era l'abbronzatissimo, in quel momento?
Ebbene, oggi l'abbronzatissimo era a colloquio (storico, secondo i giornali) con il suo collega russo e soprattutto meno abbronzato. Il TG5 l'ha messo in testa ai titoli manco fosse 'a fine della guerra fredda. Alla fine, Obama e Medvedev (ho già provato io, non é un palindromo, non scervellatevi) niente hanno fatto: si sono impegnati a ridurre le dotazioni nucleari. Ma dopo.
Ovvero hanno firmato un accordo sul fatto che firmeranno un accordo. A dicembre.
Ogni tanto tirano fuori questa storia del disarmo, di fatto però ancora 2200 testate nucleari sono su territorio russo e americano (e poi si lamentano dei razzettini della Corea).

Ma sapete com'é che Medvedev e Obama tengono 'stu feeling ultimamente? Perché gli USA hanno avuto il permesso di volare (e tranciare funivie) in tutta la patria Russia per raggiungere l'attaccato Afghanistan.
Salvateci.

2 controreazioni:

Helena ha detto...

..dopo le varie notizie che sento cerco di illudermi che super Obama non è così super e magari non può ancora tutto..chissà però cosa combinerà..intanto invochiamo l'accordo dell'accordo..

Matteo ha detto...

Aggiungo che Obama non ha ancora ritirato le truppe dall'Iraq (ha solo deciso ufficialmente "il passaggio di consegn" alle forze irachene, ma se non sen ne vanno le truppe americane che passaggio di consegna è? boh!) non ha ancora chiuso Guantanamo, non ha aderito al trattato di Kyoto, non ha fatto la riforma della sanità su cui aveva investito in campagna elettorale. Apparte un'apertura molto moderata sulle cellule staminali non ho ancora capito in che cosa si sia distinto da Bush. Va bene, è stato da poco eletto, diamogli tempo. Rimandiamo pure il giudizio. Però alle banche ha dato soldi immediatamente. Non la stessa cosa possono dire i lavoratori americani licenziati.